Storia del tulle

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Il tulle ieri e oggi:
una bellezza senza tempo.
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La magia del tulle è tale da farci immaginare che sia sempre esistito. Evanescenza, leggerezza ed eleganza appartengono infatti all’immagine collettiva di archetipo della bellezza.

Le donne nella Grecia antica già indossavano mantelli di velo leggero e trasparente, fissati sul capo con fiori d’arancio, anticipando le nostre spose più romantiche.

Furono gli artigiani della cittadina di Tulle, nel cuore della Francia, i primi a realizzare questo tessuto intorno al 1700, regalandogli il nome che ancora oggi  fa sognare le future spose; mentre il tulle moderno si cominciò a produrre in Inghilterra dopo l’invenzione della bobbinet machine messa a punto da John Heathcoat nel 1809.

Così fu inglese la prima sposa in tulle: la Regina Vittoria nel 1840 andò all’altare con un candido e vaporoso abito ornato di merletti; è da allora che il tulle è sinonimo di abito da sposa. Nacque poi il vestito di tulle per eccellenza, il costume indossato dalle ballerine classiche: il famoso tutù, composto da strati e strati di leggero tulle.

Seguì  la moda del cappello con veletta, indossato dalle signore eleganti durante la Belle époque (fine ‘800) e nato dalla creatività dell’inglese F. Worth, sarto dell’alta società parigina. La variante in nero divenne poi segno di lutto.

Fu sempre Worth a determinare il successo del tulle a strati che, abbinato alla crinolina, aggiungeva ricchezza e ampiezza alle gonne e ai vestiti segnando così tutti i primi anni del ‘900 con l’elegante preziosità  degli abiti da sera, della biancheria intima e persino dei tendaggi.

Negli anni ’30 in Umbria nasceva l’Ars Panicalensis, l’arte del ricamo su tulle  recuperata da Anita Belleschi Grifoni. I suoi disegni, di gusto ottocentesco, erano principalmente composti da motivi floreali, arricchiti da grandi volute e festoni, o ancora composizioni eleganti con uccelli del paradiso tra rami fioriti. Anita realizzò con la figlia, l’abitino da battesimo per la principessa Maria Pia di Savoia, figlia di Umberto e Maria Josè. Grazie a questi contatti il ricamo di Panicale diventò celebre tra i nobili e le famiglie dell’alta borghesia. Vennero commissionati veli da sposa, tovaglie, ricami su indumenti ecclesiastici e altri pezzi importanti destinati, oltre che ai privati, sia alle ambasciate che al mercato estero.

Nel 1954 il vestito bianco e nero indossato da Grace Kelly nel film “La finestra sul cortile” diretto da Hitchcock, con una gonna che si ispira allo stile delle ballerine, drappeggiata e lunga sino a metà polpaccio, realizzata con strati di chiffon e tulle, diventa un’icona nel mondo della moda. L’abito disegnato da Edith Head rimane negli annali come uno dei costumi più celebri nella storia del cinema, oltre che un’icona della moda.

Femminilità e romanticismo ispirano molti stilisti che continuano ad usare o riscoprono il tulle per le loro creazioni, soprattutto nel made in Italy.

Il tulle è oggi il protagonista principale nella realizzazione della bomboniera per il matrimonio o per le altre ricorrenze (nascite, battesimi, cresime), mentre a Pasqua riveste le uova di cioccolato grazie alla fantasia dei  suoi colori. La sua versatilità lo rende adatto per ogni tipo di addobbo e decorazione che la creatività possa ideareanche per carnevale. 

Il tulle teatrale ha la particolarità, molto apprezzata e sfruttata in scenografia, di essere semi-trasparente quando retro-illuminato e opaco quando illuminato da davanti

Attualmente il tulle viene realizzato in seta, cotone, lana, poliammide, poliestere e lurex.